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Dalla valorizzazione di una delle innumerevoli chiese che si affastellano nel quartiere Sanità, in una meravigliosa struttura settecentesca, la chiesa dell’Immacolata e San Vincenzo, sorge il Nuovo Teatro Sanità.

Nel 2013, padre Antonio Loffredo, il parroco del quartiere, decide di affidare la gestione della struttura ad un gruppo di professionisti del settore teatrale che, capitanati dal direttore artistico Mario Gelardi, hanno condotto sul palco di piazzetta San Vincenzo nomi rilevanti del panorama artistico nazionale: Toni Servillo, Renato Carpentieri, Nello Mascia, Marina Confalone, Roberto Saviano, Enzo Moscato, Manlio Santanelli, Cristina Donadio, Diego De Silva.

Ma oltre che per il lavoro artistico, il Nuovo Teatro Sanità si caratterizza soprattutto per l’incontro tra il gruppo di professionisti e i giovani del quartiere Sanità, che il teatro lo hanno costruito con le loro mani e che lo considerano come “il loro teatro e la loro casa”. L’incontro nel tempo si è trasformato in una splendida sinergia che ha come obiettivo comune oggi la crescita del progetto e la realizzazione di un teatro che sia un bene non solo del quartiere ma di tutta la città. Alcuni dei giovani che ogni giorno contribuiscono alla crescita del Nuovo Teatro Sanità si sono a tal punto appassionati al lavoro teatrale da volerne farne una vera e propria professione. Attualmente più di trenta ragazzi e una sessantina di bambini, seguono i corsi tenuti da professionisti del settore all’ interno del teatro, corsi a cui è possibile partecipare a titolo gratuito.
Questo vero e proprio “teatro di comunità” è un luogo dove si studia, si cresce, si impara un mestiere affascinante: tutto questo è possibile soprattutto grazie al contributo della Fondazione Alessandro Pavesi, sostenuta dalle altre fondazioni Alta Mane Italia, Charlemagne e Con il Sud, che hanno consentito la realizzazione della Bottega TeatrAle: ogni giorno in teatro si tengono laboratori non solo di recitazione, ma riguardanti anche i diversi mestieri del teatro. Il progetto ha consentito di fare del Nuovo Teatro Sanità un presidio sociale e culturale in un rione che ha una delle percentuali di abbandono scolastico più alte d’Europa.

È importante sottolineare che il teatro realizza tutti i suoi progetti senza alcun finanziamento pubblico, tra i contributi più rilevanti ricevuti c’è sicuramente quello dello scrittore Roberto Saviano, che afferma: «Il Nuovo Teatro Sanità è un’isola di pace, creatività e possibilità. É un luogo che si relaziona al quartiere e da questo viene migliorato. Non sottrae al quartiere giovani per promettere loro una vita migliore, ma dà al quartiere formazione e risorse. Il Nuovo Teatro Sanità è la speranza dove ormai tutti credono che non ce ne sia più, anche e soprattutto chi ci vive».

Nel 2017, il Nuovo Teatro Sanità, insieme al NEST (Napoli Est Teatro) ha ricevuto il “Premio Rete Critica” per il Migliore progetto/organizzazione. E sempre nello stesso anno, al Nuovo Teatro Sanità e al direttore artistico Mario Gelardi è stato assegnato il “Premio Giuseppe Fava”, con la seguente motivazione: «I ragazzi del Nuovo Teatro Sanità non sono solo resistenza e non sono semplicemente teatro. Ma sono il nucleo intorno al quale alla Sanità, a Napoli, si costruisce un presente reale, che si può toccare vedere e ascoltare. Un luogo che è diventato quasi un’isola all’ interno della città, in un quartiere, tra i più famosi di Napoli. In quel luogo c’è un gruppo di ragazzi che lavora e lì possono creare bellezza, arte, un’altra vita, sono loro che hanno contribuito a costruirlo e a farlo vivere ogni giorno».